domenica 27 novembre 2016

25 novembre: Orsi Marsicani e post it. Per non dimenticare.



Arrivo su questo blog con un leggero ritardo rispetto alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Ma scrivo qui anche oggi senza pensare affatto che sia tardi.
Anzi, ribandendo a caratteri in grassetto che non è mai tardi.
E rilanciando un messaggio postato, questa volta in tempo, sul Diario di Adamo.
Per provare a dare un contributo ho scelto un cambio di prospettiva.
Niente lividi in prima pagina, o mostri (che poi magari se la godono pure con un'amplificazione del loro ego grossa come i titoli che li riguardano).
Ho deciso di dare spazio a questo giorno importante,  raccontandovi una storia.
Dove le protagoniste sono le donne, la loro creatività e la passione che fa crescere un progetto – che ho un debole per Jovanotti si era capito, no?
Siamo nella Marsica, un posto che Wikipedia definisce “sub regione dell’Abruzzo montano”.
Quasi a prendere le distanze, come a dire “Certo avete un gran bel parco nazionale, degli Orsi bruni che Yellowstone se li sogna ma morfologicamente siete un tantino scomodi. Allora ciao.”
Io, che con la geografia non ci sono mai andata molto d’accordo, quando ho sentito nominare la Marsica la prima volta ho fatto quel sorrisino ebete, labbra e collo tirato, con cui ci si arrabatta per prendere tempo mentre le dita, svelte, corrono su Google.
Da quella ricerca ho scoperto di più e quel sorriso ebete è sbocciato in 4 petali rossi.

Un progetto che ha portato alla nascita di un luogo in cui se apri la porta, ti accoglie l’abbraccio di farfalle colorate, una scrivania avorio e delle lampade pronte a dare luce a chi ha trovato la forza e il coraggio di bussare per chiedere aiuto.
Sto parlando della Casa delle Donne nella Marsica. Un centro che si occupa di “violenza contro le donne ed i loro bambini e bambine. Violenza che può essere fisica, sessuale, psicologica ed economica“.

Vi invito a leggere tutto il resto qui, sul Diario di Adamo
E intanto passo la parola a voi e vi chiedo di raccontarvi come Eve moderne se quella mela vi va di mangiarla oppure no.
Non solo il 25 novembre ma anche gli altri giorni.
Per avere la libertà di dire se ci va magari un kiwi, una macedonia o un bel succo d'ananas. Senza che nessuno si senta in diritto di decidere per noi.

"Stendete" il vostro messaggio nel modo che preferite: uno scatto, un pensiero, un tweet con l'hashtag #befreefromviolence.
Appiccicate un un post-it indelebile, per ricordare sempre chi siamo, tutte quelle volte in cui qualcuno cerca di farcelo dimenticare.
Vi  lascio una guida molto utile da sfogliare" Fatti gli affari nostri" per captare i campanelli di allarme di una relazione a rischio.
Se vi va di sostenere il progetto ecco qui 4 petali rossi 
E vi ricordo il Numero nazionale antiviolenza 1522

Le autrici di 4 petali rossi sono Arianna Berna, Monica Coppola, Silvia Devitofrancesco, Loriana Lucciarini La raccolta è edita dalla CE Arpeggio Libero che ha sostenuto le spese editoriali dell’antologia a favore di Be Free , destinato al sostegno della Casa delle Donne nella Marsica.

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