Le vertigini del cuore di #PsicoGaia



Fidanzati a tutti i costi e fidanzatini a spasso (da soli…)  di #PsicoGaia

Se stiamo insieme ci sarà un perché e vorrei riscoprilo stasera…” celebrava Cocciante. 
Riscoprirlo come e con chi aggiungerei, ma a questo sollecito di domande vi sarà data risposta durante questa seduta comoda e spassosa, con l’ausilio di Freud&co. Non serve sprecare momenti preziosi in sterili litigi? E quali sarebbero gli sterili litigi? C’è un top parade che non conosco di motivi validi per discutere? Ovviamente sì e la mia è una delle tante provocazioni per invitare a riflettere, stavolta con tanti sorrisi. Ci sono eccome, ma a quale coppia non è mai capitato e capita di discutere del “niente”. Se ci fossero solo motivi importanti e validi, ci sarebbe lo sterminio della “coppia”. Quindi caro Riccardino, che tra l’altro ti adoro follemente, questa è, invece, l’unica via percorribile per noi. Arrendiamoci pertanto, senza alcun “désolé” e partiamo, perché no, da ciò che divide per comprendere cosa davvero unisce due persone perché in fondo la coppia è quella malattia di cui essa stessa può essere la cura.
Chi sono i fidanzati di oggi? Fidanzati per finta (che lo vorrebbero essere) che si auto fidanzano e fidanzati dichiarati, con tanto di giuramento solenne, che sembrano, anzi sono dei fake.
Adesso sono qui per dare a loro una bella spettinata, agli innamorati chic to chic, che disegnano cuori, annunciando con voce baritonale “sono fidanzato… Io e lei forever”, con tanto di lucchetto (peccato che hanno sempre pronta la chiave per aprirlo. Dovesse servire all’evenienza). E che male c’è alla fine? Siamo solo fidanzati. Non è mica la fine del mondo. Mi sembra di sentirli… Anzi li ho proprio sentiti e scoperchiati, giusto il tempo del quasi mi innamoro.
A voi fidanzatini che mi avete rincorso con l’asma per tutte le strade, che avete causato catastrofi naturali e avete attentato alla mia vita, mi rivolgo (e non solo). Perché vi fidanzate (a tutti i costi)?
Sembra che oggi ci si fidanzi, perché si è convinti che il fidanzamento sia come il più semplice e naturale dei passatempi: una sorta di yo-yo. Ci si dimentica, invece, che la relazione di coppia, è come il più complicato dei puzzle. Il non riuscire, di fatto, alla realizzazione del puzzle, alla lunga determina nei fidanzati dolore e delusione nonché insonnia, ansia, colite spastica, e, in alcuni casi, meteorismo a giorni alterni; inspirate come l’ho fatto io quando ho scoperto, dopo aver dormito beatamente nel vostro letto, che stavate con un’altra da anni. Omissione grave e per questo non ho pietà per voi, qui non c’entra il tradimento. Tutt’altra storia. Qui si parla di voler stare assieme a tutti costi con una persona e, nel frattempo, gironzolare intortando  anche la più scaltra delle femmine. Perché vero è che noi donne non sbagliamo mai, con i sentori e fetori, tranne quando ci innamoriamo diventiamo delle analfabete e prive di olfatto.
Ricordo ancora quel fidanzato, riconosciuto e dichiarato sempre troppo tardi, che si era messo le lacrime artificiali per farsi un bel piantino dicendomi “sei la donna che ho sempre voluto, non ti voglio perdere, sei indispensabile per me”… “L’importante per me è la tua felicità, lo sai”. Che il coccodrillo, assieme ai tuoi goccioloni ti divori! Nel frattempo vado a pensare a me stessa, e non alla tua tomba. Sono stronza forse? Probabile e in questo caso non me ne vergogno. Perché siete fidanzati? O meglio perché avete a tutti i costi intenzione di fidanzarvi? Ve l’ha consigliato il dottore? Temete che, se non foste fidanzati con qualcuno, ciò significherebbe che non avete sex appeal o non siete al passo con i tempi? Rispondete, una volta per tutte, a queste e a tutte le altre domande clou sul vostro rapporto. Lasciate da parte i pistolotti alla Telecom-Amleto (mi ami? E quanto mi ami… La solita nenia che non ha età e capelli brizzolati). E che cavolo! Andiamo al nocciolo della questione. Chiedetevi e chiediamoci “questo partner è giusto per me? Sto bene con lui per quello che è, per quello che rappresenta (l’idea dell’amore), e forse anche per quello che ha: bellezza, status, potere, soldi, un’irresistibile carica erotica da Topo Gigio.
Lo amate perché, fra voi, c’è veramente del feeling o perché l’idea di rimanere soli, come un microbo in mezzo agli antibiotici, vi fa mancare l’aria? Siate, siamo onesti.
Dite tutto ciò di cui avete bisogno e che il partner non vi dà o non sa del tipo calare di 40 e passa chili, tagliarsi i peli delle orecchie e del naso, stare più attendo all’alito, soddisfarvi sessualmente più di una volta al mese, ascoltarvi senza i tappi alle orecchie, decidersi di non vivere più sotto ai ponti ma con voi, non fare più gli sbuffetti mentre fate l’amore, limarsi ogni tanto l’unghia dell’alluce onde evitare squarci notturni (i piedi degli uomini possono essere delle armi contundenti), eliminare dal vocabolario la parola “frequentarsi”, essere più intellettuale e smetterla di parlare come degli scaricatori di porto.





Dite, insomma, tutto ciò che avreste sempre voluto dire senza aver paura di apparire grossolani o meschini (tanto se lo siete, lo siete). Se non rispondete alle domande con onestà e franchezza i casi sono due: o la vostra unione è un grande bluff o il vostro partner sta tentando di strangolarvi (benissimo, finalmente si sta mostrando per quello che è). Mi rendo conto, dopo tutto questo discorso che la gente sembra veramente vivere su un altro pianeta. Instaura rapporti commedianti, basati su concetti fantastici e aspettative da soap opera circa la consistenza del partner, le sue motivazioni, il suo modo di vestire, la sua capacità di dispensare baci “col frullo” e via dicendo. Perciò mescolando, realtà e fantasia, ci fidanziamo con Rintintin, convinti che sia un Principe ben addobbato, o ci innamoriamo di un Peter coniglio o Peter Pan, certi che esso sia una Cenerentola.
Se continuiamo a idealizzare i legami, tra l’altro in maniera confusa, non arriveremo più a dire che il nostro partner è cambiato o non è più quello di una volta, ma dovremo ammettere di non averlo mai visto per quello che era (nemmeno dal punto di vista favolistico).
Fidanzarsi è come firmare una polizza assicurativa. Tutto sembra a nostro vantaggio, ma sicuramente, si finisce sempre col sottoscrivere pure qualche clausola vessatoria ben nascosta.
Bisogna essere mezzofondisti dell’amore per resistere ai logoramenti della vita a due. 

Gaia Parenti





                    Non è un mondo per single di #psicoGaia

La constatazione nasce da anni di osservazioni costanti e ravvicinate, di soggetti appartenenti alla specie protetta dei “sopravvissuti all’amore”, con annesso diritto di recesso, perché hanno il marchio del fidanzamento ufficiale. A loro tutto è concesso. Magari sono pure stracornuti, ma per la società, il loro dovere lo hanno fatto, mentre noi single siamo démodé, diavoli con quattro teste, senza nessuna al posto giusto.
Ciò che desidero raccontare, ripescando tra la biancheria che non utilizzo più, è la realtà dei single e degli aneddoti di persone come me, diversamente provviste di partner, costruiti per sopravvivere in una realtà decisamente non single. Il caso è preoccupante (forse), ma sono riuscita a destreggiarmi con qualche bizzarra e folle nefandezza o copione collaudato da donna perfettamente accessoriata di cotanto uomo (e donna) alla bisogna, messo in scena durante i ritrovi familiari, Natale, Pasqua, ecc… Di seguito quelli più folli (e realmente accaduti), dove ho giocato di ironia per sdrammatizzare e per mettere in difficoltà la santa inquisizione.

Scena n. 1. Durante il ritrovo bimestrale o annuale della famiglia al completo, parenti e amici mi chiedono ansimando: “Come mai sei ancora single? Hai qualche problema?”. La mia risposta… “No, nessun problema se non quello del troppo sesso, ho l’imbarazzo della scelta per questo sono single e tu ne fai abbastanza?”. Silenzio con tanto di volti colorati delle tinte più disparate.
Scena n. 2. Cena prenatalizia. Tutti accoppiati. Qualcuno rompe l’imbarazzo e chiede a me che sono naturalmente seduta a capotavola, il posto d’onore per l’interrogatorio, “…senti ma il fidanzato ancora non ce l’hai? Cosa aspetti?”… mmm: “Guarda doveva venire la mia ragazza, ma all’ultimo minuto al suo pesce rosso le è preso una crisi epilettica”… Li ho lasciati appositamente muti come pesci!
Scena n. 3. Ritrovo organizzato dal clan degli ammogliati e fidanzati (trattasi di amici in questo caso). Uno alla volta, mi chiedono perché sia ancora single, qualcuno lancia l’idea che non mi voglio prendere responsabilità o che sono difficile da accontentare, che nessuno mi va bene (il che è anche vero, ma saranno c… miei). E da quel tavolo sento un vocina inquietante che mi dice: “Come fai a stare senza una persona che ti completi e dia senso alla tua vita?”… “Guarda sono talmente al completo che mi sento stretta e stasera, non sapendo chi portare, tra i miei fidanzati, ho deciso di venire da sola”. E ribatto: “E tu ti senti incompleta senza il tuo lui?”, Che rimedi naturali usi? Tagli la mela e te l’appiccichi addosso?”.
Scena n.4. Matrimonio prestigioso con tanto di cappello. Penso subito a chi portare come cavaliere per non creare imbarazzo agli sposini. Chiamo un conoscente, neppure un amico, e gli chiedo “potresti accompagnarmi ad un matrimonio facendo finta di essere il mio compagno?”. Il ragazzo, molto più giovane di me, e quindi doppio smacco, è stato il fidanzato perfetto per un giorno, con gli occhi indiscreti di tutti che ci guardavano (invidiosi a parer mio). Amoreggiavamo come due sedicenni (niente sesso nei bagni o dietro i cespugli anche se…).
Cascando sul tradizionale, la situazione tipo è quella dei tuoi amici che hanno un altro amico single e cercano di propinartelo, presentandotelo come l’ultimo esemplare di uomo meraviglioso ancora esistente (ma perché è ancora libero allora?). Ai loro occhi sei una donna precocemente invecchiata e acida in crisi di astinenza. Per questo ti vogliono rifilare il single di turno.




Ma mi chiedo e vi chiedo: oggi giorno, per le donne della mia età, 40 anni, è più facile essere travolte da un treno che trovare un uomo disponibile ad impegnarsi?  Cosa ci offre il mercato? Vediamo :
– I pezzi "meglio", come li definisco io, sono stati già presi.
– Quelli che hanno superato i 40 e sono ancora single. Pensi subito che un uomo a quell’età non dovrebbe essere più sulla piazza, se così appetibile sul mercato. Allora ti sorge il dubbio che abbia delle perversioni, problemi psichici, incontinenze sentimentali, manie ecc…
– Quelli “troppo” (almeno così pare), con i quali non provi neppure a lanciare uno sguardo ammiccante perché sai in partenza che lui si girerà vero la scollatura più importante.
– Quelli non ancora pronti, reali o apparenti, che non sanno cosa vogliono, che sono nella famosa fase di transizione o confusione, post trauma della storia precedente.
– Gli omosessuali. Sarebbero perfetti, compagni meravigliosi. Attraenti, con una sensibilità femminile, ma con il punto di vista maschile. Lì non sfondi. Penosi i tentativi di fargli cambiare idea. Non provateci!
Non è un mondo per single mi viene da dire. Ciononostante si sopravvive in questa realtà ostile piena di pacchetti vacanze per coppie, cene per due, massaggi per due, camere matrimoniali a go go (non esistono quasi più le singole), e cibarti al supermercato diventa più caro che andare in gioielleria (tutte confezioni formato famiglia).
Non ho scritto questo pezzo per invidia o gelosia verso i miei amici e non, fidanzati piuttosto, per prendere le distanze in modo ironico, ma consapevole.
Vi lascio con questa domanda. Essere single: legittima difesa, scelta o ripiego? Cominciate voi che io vi seguo…

Potete scrivermi a psicogaia18@yahoo.com
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Testo di Gaia Parenti
Immagine di Maria Teresa di Mise

























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