martedì 19 aprile 2016

Ci sono due autrici, una libraia, una blogger e... una cascata di bouganville.





Questa storia inizia quasi come una barzelletta.
Perché ci sono giorni in cui o ti fai una risata, o sei perduto.
Come quando, alla vigilia di una presentazione, metà della tua maglietta preferita si disintegra sotto la piastra ionica del ferro da stiro soft-touch nuovo di zecca. Che, aveva spergiurato l'infingardo commesso, sarebbe stato superscorrevole con i tessuti, trattandoli con estrema delicatezza.
Prima di arroventare altro, ripongo il  ferro carnivor, ma una nuova bad news, annunciata in pompa magna dalla folgore di messenger, è già pronta per me: l'ingresso della libreria dove si terrà l'incontro è stato transennato, causa impellente e improcrastinabile make up del manto stradale.
La colata ristrutturante ovviamente non riguarda l'edicola poco distante che, forte del suo asfalto liscio e levigato, proprio lo stesso giorno sfodera un duetto composto da autrice nuova proposta + big giornalista, e tre pacchetti di figurine panini in omaggio, tanto per gradire.
Ma noi siamo pulzelle dal sorriso errante e decidiamo di combattere la sfiga a colpi di Hakuna Matata: questa presentazione s'ha da fare!  E non saranno certo un'edicola con ambizioni vip e una spalmata di catrame ad ostacolarci.  Che il karma si regoli e vada a fare sgambetti altrove.
Venghino Signore e Signori.
Perché qui ci sono delle storie che vale proprio la pena raccontare.
Come quella di quella di Paola, libraia appassionata e controcorrente che indossa magliette a pois per colorare l'umore e va a caccia di libri con lo stesso fiuto di un lagotto Romagnolo: lei, di ingozzare i lettori con un paté di dozzinali best-seller, non ci pensa nemmeno.  Paola condivide con Viola sia le vertigini sia quella voglia di saltare per acciuffare il proprio desiderio. Per questo, quando un un anno fa scopre che quella libreria sta per essere ceduta, non ci pensa due volte: si licenzia, ridipinge le pareti, scrive messaggi colorati sulle lavagnette, appende cartelli in vetrina e... preme il tasto start per uno dei mestieri più belli e coraggiosi del mondo.
Poi c’è Baba, la blogger con le All star ai piedi che per amore ha imparato a conoscere i segreti del tannino e dei beccucci da travaso e, mentre gestisce L'enologo assetato divora libri,  perché è di pagine che hanno sete i suoi sogni. Barbara, in realtà, prima di parlare in pubblico un prosecco lo gradirebbe volentieri, perché è timida da morire e ogni tanto, come Viola, si lascia mettere all'angolo. Ma quando parla di libri gli occhi le si illuminano, l'imbarazzo scivola via e le parole volteggiano come ali di farfalle e tu resti lì, incantata. Ad ascoltare.
E Alice, che una come lei puoi solo sperare di incontrarla nella vita. Quando accade tu  non guardi i gatti ma guardi lei, e ci vedi il sole e poi da lì non torni più indietro. Vorresti solo portartela a casa. Lei, il suo taglio di capelli splendidamente libero, i suoi libri e anche un paio delle rock band in cui suona. Perché sfrigola di simpatia effervescente, contagiosa e multivitaminica. Alice ha scritto uno dei romanzi più belli dell'anno e potrebbe tranquillamente fregiarsi dell'aura delle migliaia di copie vendute o giocarsi a Las Vegas le royalties. E invece no. È qui con te, a sbriciolare risate in questo sabato pomeriggio al gusto di biscotto. Alice è travolgente come Emma, capace come Matilde, dolce e umile come Viola. Tutto insieme.
E Miranda da Mirville, che per me è come Zia Dalia, anche se in pratica siamo coetanee.
Non ha un catering di dolci ma cucina spaghetti cinesi, indossa scarpe rosse, interroga molari capricciosi, dispensa abbracci seriali e se abbrustolisci la tua maglietta preferita riesce a farti vedere il lato positivo della cosa.
Anche Miranda scrive e lo sa fare molto bene. Le parole dei suoi racconti hanno quella stessa magia delle torce infuocate dei giocolieri che ti sorprendono davanti ad un semaforo rosso: traffico e malumore svaniscono, resti lì a bocca aperta e ti ritrovi in un mondo incantato.
Paola, Alice, Baba, Miranda: donne che scrivono, raccontano, leggono ma soprattutto amano i libri e provano a contagiare gli altri con l'intensità e la bellezza della loro passione.
Donne come rigogliose bounganville, che con tenacia si arrampicano su un muro usurato dal tempo, riempiendone ogni singola crepa.
E quel muro scalcinato traboccherà di fiori colorati, che si scalderanno al sole .
Perché siamo sempre noi a decidere quando è ora di far spazio alla primavera...







2 commenti:

  1. ma cosa intendi per edicola con ambizioni vip? fosse per me i libri si dovrebbero presentare pure alle fermate dell'autobus.

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    1. Vip per il calibro degli ospiti cara Martina ;) Sulla seconda parte concordo con te!

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