lunedì 29 dicembre 2014

Feste e Frottole



Mancava una manciata di giorni a Natale ed eravamo tutti in pieno loop decorativo:  io appallottolavo a cottimo copie metropolitane di "Leggo" nel tentativo di ricreare il paesaggio rupestre di Gerusalemme e  la piccola C. disseminava porcelli di plastica, ochette e cammelli in ogni angolo del presepe.
In contemporanea  il pericoloso duo coinquilino-candycrush dipendente e teenagers dall’umore sereno variabile agganciava palline colorate a gancetti autodistruttibili al tatto.
La rapida e incontrollata avanzata della specie animale rischiava di annientare pastorelli e affini quando una notifica di wathsapp catturò la mia attenzione.
Sul mio display lampeggiava la fotografia dell’originale albero di Natale della mia amica W. dove, oltre a fiocchetti e ghirlande, spiccavano una serie assortita di “palle*”, bugie più o meno innocenti, da cui tutti noi attingiamo a man bassa:  “La penso esattamente come te” –sorridendo con ipocrisia  al cretino che ci sta di fronte - “Ohhh..ma che fantastico pensiero !!!” - scartando il quarantaduesimo cherubino panciuto dell’anno - ” “Sì, sì adesso arrivo…sono quasi pronta”- ignorando beatamente l’incedere della lancetta  e guardando con aria indecisa l’armadio spalancato, in mutande e calzettoni antiscivolo.
Leggendo le bugie infiocchettate  sull’albero mi sono venute in mente quelle che, come i canditi nel panettone,  sono diventate ormai parte integrante del nostro lessico familiare.
Le dolci frottole della piccola C. che alla domanda di rito “Hai sistemato i tuoi giochi?”  alterna, a seconda dell’umore, un annoiato “Lo faccio dopo. Promesso” ad un pinocchiesco “ Sì, sì è tutto a posto mammina!”.
Segue a ruota la bugia passpartout dei 5 minuti che, a seconda della posizione dei meridiani diventa rispettivamente “Dormo solo per altri 5 minuti” (7:00 am) o “ Resto sveglia soltanto ancora 5 minuti. Giuro” (10:30 pm).
Alla sua innocenza si alterna il candore virginale con cui, ad ogni rituale del Bagno,  il mio coinquilino si aggira con aria disorientata,  accappatoio appoggiato al braccio destro e flacone di felce azzurra impugnato nella mano sinistra, chiedendo informazioni logistiche su slip e calzini, condendo il tutto con la solita palla di sottofondo del “Non so dove siano…”  
Ovviamente senza nemmeno dare una sbirciatina all’unica cassettiera  che possediamo….
E poi ci sono le panzane 2.0 , quelle ideate dai teenagers  in  virtù dei moderni canali di social comunicazione:  “Ti avrei avvisato ma il cellulare si è scaricato (o in alternativa… non prendevanon c’era campo… il credito era finito)  fino allo spudorato “Ti ho mandato un sms per avvisarti. Ohhh non ti è arrivato???” “Ti ho scritto su wathsapp solo che tu non ti sei collegata!”
Altra scusa che svetta nella top ten degli scansafatiche adolescenti è il classico“Non lo so fare…” “Perché pulire? Tanto poi la polvere torna comunque…” o “Adesso vengo ad aiutarti”  raro caso in cui l’avverbio di tempo assume una valenza totalmente opposta al suo significato originario il che, in parole povere significa “Aspetta e spera…”
E mentre ero persa nel mare di frottole familiari la piccola C. mi ha tirato la manica del maglione riportandomi nello Spirito del Natale Presente, per mostrarmi orgogliosa il suo presepe finito, in cui, oltre ad un assortito zoo safari, spiccava una clonazione di cammelli e Re Magi.
Nel frattempo il coinquilino in versione natalizia era pronto a premere l’interruttore che avrebbe illuminato il tutto. «Allora siamo pronti?Accendiamo?»
«Ma… sei sicuro?» tentenno io osservando la massa arzigogolata di ciabatte e cavi.
Lui annuisce con la consueta, pacifica, aria rassicurante «Ma certo. Stai tranquilla…»
E a me, chissà perché, tornano in mente le “palle” sull’albero della mia amica.
«L’accendiamo?» ripete ancora con l’entusiasmo di un bambino.
Io annuisco timorosa seguita dallo sguardo preoccupato delle ragazze. Del resto quando il capofamiglia armeggia con qualcosa di diverso dalla tastiera dello smartphone non si sa mai quel che può accadere…
Ma questa volta sembra andare tutto per il meglio. Preme il pulsante e il presepe magnificamente s'illumina...
Le lucine intermittenti funzionano, l‘acqua del pozzetto scorre, le ochette girano intorno al laghetto e un tintinnante “jingle bells” allieta i nostri timpani.
Ma appena qualche secondo tutto si spegne. Black out totale.
«Mamma…?» domandano in coro due vocine preoccupate.
«Tranquille ragazze… Tutto sotto controllo. Ora ci penso io» la voce del capofamiglia ci rassicura nel buio.

«Mamma, sei certa che vada tutto bene?»
«Sì, sì…» Esito, cercando di mascherare un’ostentata sicurezza «Con vostro padre siamo in buone mani!» Ma ecco che una persistente puzza di bruciato inizia a solleticarmi il naso accompagnata da alcune rassicuranti bugie:
E’ tutto sotto controllo.
E’ solo un piccolo contrattempo.
Non c’è  assolutamente da preoccuparsi.

Basterà semplicemente servire, al posto della zuppa di pesce, frittelle di frottole al cenone…

Magari accompagnate da un barbeque di cammelli… ;)

Buone Feste&Frottole a tutti!!!


*http://www.lepalle.it/ qui trovate le decorazioni a cui si è ispirato questo post

martedì 23 dicembre 2014

S... Cene da Supermarket - 2° parte



L’Innamorato Miracolato

Mancano meno di cinquanta minuti alla vostra cenetta romantica.
Disgraziatamente avete carbonizzato l’arrosto e anche il contorno di patate è andato a farsi friggere.
Per questo vi siete catapultate al supermercato, veloci come saette, verso il reparto dei cibi pronti per tentare di recuperare qualche pietanza.
La fortuna vi sorride perché riuscite a trovare una confezione di lasagne precotte e un “Bon Roll” che potrà cuocere indisturbato mentre voi vi agghindate per benino.
Dovete solo sbrigarvi e fare in fretta. Molto in fretta. Il cavaliere di turno è un po’ pignolo sull’orario e farlo aspettare fuori da una casa vuota significherebbe mandare in pezzi mesi e mesi di silenti corteggiamenti. No, non ve lo potete proprio permettere.
Peccato che le casse siano prese d’assalto da clienti e carrelli oversize.
Poi, come uno zampillo d’acqua nel deserto, individuate la cassa veloce: max dieci pezzi.
Conteggio rapido dell’approvvigionamento last minute e sorriso felice: solo nove pezzi , è tutta vostra!
I componenti della cena scorrono ridenti sul nastro automatico e sono già ai confini del separatore di spesa quando tre dita tamburellano nervosamente sulla vostra spalla.
«Mi scu-si- si eh eh…» balbetta il tizio dietro di voi «No-n non è ch-e mi fa pass-passare?» l’implorante richiesta è colorita da una serie di tic nervosi composti da: palpebra strizzata, spostamento del capo a destra e rotazione del collo a sinistra.
Imbarazzate dai devastanti effetti dello stress manifestati da quell’uomo, per non procuragliene altri pazientemente riponete la spesa nel cestino e gli cedete posto.
Con una lentezza paragonabile solo alla velocità del suo eloquio, il tizio depone sul nastro la sua invidiabile spesa: caviale, aragosta, vino d’annata, anacardi, sottofiletto al pepe verde, cioccolata fondente aromatizzata al peperoncino, un mazzo di rose.
Però… che abbia un appuntamento romantico anche lui? Forse il poveretto finalmente incontrerà la sua anima gemella. Che lo amerà con dolcezza nonostante quei tic.
Mentre la vostra mente fantastica su ipotetici happy end, finalmente la transazione si avvia verso il suo costoso epilogo.
«Sono centodieci euro e settanta…» annuncia con aria distratta la cassiera.
Il tipo si tasta convulsamente la giacca e le tasche «Ho-ho dimenti-cat il portafo-fo gli-o…» balbetta malamente. La forte situazione di imbarazzo accresce a dismisura i suoi tic nervosi che colgono la palla al balzo per deturparlo: occhio- testa- collo e viceversa.
No, non si può guardare.
Vi intenerite pensando che senza i pregiati manicaretti le possibilità di conquista del poveretto sono molto vicine ad un numero decimale preceduto dallo zero.
«Guardi pago io per il signore…» e guidate dallo spirito della romantica samaritana, saldate l’esorbitante conto.
Ed ecco che, non appena le vivande prelibate finiscono nel sacchetto il tartagliatore è talmente felice che il suo viso appare disteso e rilassato. Niente più occhio-testa- collo: le contratture muscolari sono sparite! Ora zompetta tutto baldanzoso verso il bar, seguito da una bionda ossigenata che indossa vistosi stivaletti pitonati.
Ordina un calice di Chardonnay e con un sorriso soddisfatto brinda alla vostra salute. E alla sua spesa gratis.
Vi soffia un bacio di ringraziamento e svanisce con Miss Platino avvinghiata al suo braccio.
Consiglio: la prossima volta che la romantica samaritana che alberga in voi si fa viva, sopprimetela con una mazza da golf. O con qualunque altro oggetto contundente adatto all’uopo. Ripetete l’azione con chiunque tenti di passarvi davanti alla cassa.



L’acchiappaverdure

Compare di soppiatto alle vostre spalle mentre siete impegnate a scegliere quel che rimane delle verdure di stagione, a pochi minuti dalla chiusura del supermarket.
Le sue mani, leste e veloci come termiti, arraffano le primizie migliori lasciandovi a bocca asciutta e con il sacchetto tristemente vuoto.
Stessa scena al reparto della frutta dove, con la destrezza di un giocoliere, si porta via i mandaranci più paffuti lasciando alla vostra mercé solo quelli asfittici e pieni di semi.
Poi guarda i vostri sacchetti trasparenti dove annaspano solo due minuscoli mandarini ed una manciata di zucchine mollicce . Alla vostra espressione perplessa risponde con un sorriso malizioso, sventolando le pregiate primizie sotto al naso «Oh scusa..volevi mica queste?»

Consiglio: smorzate il suo sorriso beffardo percuotendolo ripetutamente con un mazzo di carciofi o altra verdura contundente di stagione. E riappropriatevi delle primizie ingiustamente sottratte. Poi correte alla cassa, velocemente. Prima che il security man faccia lo stesso con voi…

sabato 6 dicembre 2014

S... Cene da Supermarket - 1° parte





Potete essere indifferentemente in fibrillazione per una romantica cenetta, a caccia di frutta e verdura per un weekend salutista o assalite da una voglia spasmodica di insaccati. Qualunque sia il vostro caso, una tappa al supermarket sarà d’obbligo. E allora tenete gli occhi ben aperti perché forse potreste incontrare alcuni di loro…

Il Cavaliere Numerato

Due etti di prosciutto cotto. Devono essere assolutamente, indiscutibilmente, la vostra cena.
Se no la dieta zona sballa tutta e sono cavoli amari. Sono settimane che vi nutrite solo di vegetali ed oggi vi è concesso questo proteico strappo alla regola. Peccato che attorno al banco ci sia una gran ressa: sembra che gli estimatori degli insaccati abbiano avuto tutti la stessa idea nello stesso, preciso, momento.
Il numero del turno sul display sembra non cambiare mai e le affettatrici scorrono lente come il diabolico contatore. Ciliegina sulla torta il cliente di turno sta monopolizzando l’intero staff con domande specifiche relative al tipo di pistacchio inserito nella mortadella.
Quando già state per rinunciare una voce maschile dal tono amichevole vi coglie di sorpresa «E tu che numero hai?»
«Scusi?» domandate, colte di sorpresa dal nuovo arrivato .
«Il numero… del turno per gli affettati…» specifica con un sorriso amichevole che per un attimo vi distrae dalla condizione sciagurata in cui vi trovate.
«Ah! Sessantacinque…» dite, desolatamente riportate al presente.
«Io trentuno!» annuncia trionfante facendovi l’occhiolino.
Trentuno? Ma come è possibile ? Se è appena arrivato!
State per partire in quarta con gli accertamenti del caso quando ecco che arriva l’inaspettata proposta.
«Se vuoi te lo cedo volentieri…»
La proposta è alquanto allettante ma siete ancora timorose. Squadrate il tipo strambo per escludere che sia a) un maniaco sessuale con la passione per i polisaccaridi; b) un untore dedito alla diffusione di batteri letali sui bigliettini salta coda; c) un borseggiatore che tenta un diversivo per sfilarvi il portafoglio.
Ma la borsa è stretta sotto al braccio e almeno all’apparenza, il tipo non mostra tracce evidenti di agenti patogeni. Nel frattempo la coda annaspa, anche perché il cliente logorroico ora chiede specifiche sul differente grado di salatura tra Parma e San Daniele e se va avanti così si fa notte…
A questo punto prendete coraggio: «Davvero mi cederebbe il suo bigliettino?»
«Certo …» annuisce con un dolce sorriso stampato sulla faccia e tendendovi il numerino. «Ma diamoci pure del tu…»
Stringete forte il numeretto e, in quel momento, vi accorgete che oltre che gentile il tipo è pure carino.
Scambio veloce di sguardi e rossore sulle guance. La coda finalmente riprende a scorrere.
«Beh, grazie allora…» mormorate timidamente
«Figurati. Quando passo di qui ne prendo sempre un paio da omaggiare alle ragazze carine…» segue strizzatina d’occhio da navigato tombeur de femme e uscita teatrale ad effetto dissolvenza tra le corsie delle acque minerali iposodiche.
Vi rosicchiate un’unghia e osservate il suo profilo farsi lontano, oltre la barriera casse.
E vi sorge un dubbio: non è che la vostra smania di Parmacotto vi ha fatto sfuggire il principe azzurro sotto il naso?
Crucciate per questo triste pensiero vi voltate verso il display dove, però, vi attende un’altra amara sorpresa: il vostro turno è appena passato.
Tentate una timida protesta ma gli altri clienti vi inceneriscono inferociti e i salumieri sono incorruttibili.
Affrante vi dirigete con aria verso l’uscita: potete dire addio alla vostra cena, e anche all’affascinante Cavaliere Numerato.


Consiglio: Il Biscottino della Fortuna del Supermarket dice “Ritenta sarai più fortunata”, alias, Coltivate con determinazione la vostra passione per gli insaccati chissà che alla prossima coda l’affascinante cavaliere salva turno non compaia di nuovo.

(continua tra una settimana...)
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