sabato 30 novembre 2013

Perchè possedere un "Bustino Katyuscia" migliora l'umore...


Qualche giorno fa si parlava con le amiche di che cosa in genere fanno le donne per tirarsi su il morale quando sentono che il pessimismo cosmico sta per agguantarle.
O quando, osservandosi allo specchio, credono di avere il fascino di una rapa da campo.
Cosa che puntualmente succede con picchi vertiginosi circa cinque giorni al mese.
Ed ho scoperto che ognuna reagisce in modo diverso: chi si tuffa nel raptus da frollino burroepannapastorizzata, chi dimena le anche a colpi di Zumba, chi pratica il turpiloquio con tutti gli esemplari di specie maschile che, incautamente, le capitano a tiro.

E allora ho pensato alle mie protagoniste…
E mi è venuta in mente Emma, che ad un punto del romanzo trascina con una scusa qualsiasi, l’ignara Viola nel Regno della Lingerie…
E le fa avere il suo primo incontro ravvicinato con il famigerato Bustino Katyuscia…
Le cose vanno più o meno così…

 Al calar della sera, dopo interminabili ore dedicate a scoprire che cosa cavolo debba mangiare Poldino, Emma decide che è ora di svagarsi un po’ e mi propone di accompagnarla in un negozio di lingerie.
Mentre lei scorazza beata nel regno dei push up, io mi lascio tentare da un tris di slip a vita alta in puro cotone.
“Viola guarda questo che roba! Ha anche il gel!” Emma mi sventola un reggiseno con sfere rotanti sotto al naso. “Con questo passi di sicuro dalla seconda alla terza!
“Ma veramente al momento la crescita del seno non è proprio la mia priorità…” tentenno io.
“Male! Dovrebbe esserlo sempre e comunque! La lingerie va curata come l’igiene dentale.”
Io vorrei ribattere che passarsi il filo interdentale e indossare un reggipetto al silicone non è proprio la stessa cosa ma lei sta già fissando con orrore i miei slip da educanda “E queste cosa sarebbero?” aggiunge scandalizzata.
 “Comodissime coulotte...”
“Non dovrebbero nemmeno venderle robe così in un posto come questo!”
Poi mi spinge decisa verso l’esposizione di corpetti e guepière. “Ecco quello che ci vuole per te!” aggiunge passandomi un corpetto descritto come “Modello Katyuscia, raffinato capo in pura seta, con stecche di balena e appositi gommini  antiscivolo.”
 Ma pensa. Nemmeno il mio tappetino da doccia ha i gommini antiscivolo!
“Non mi serve un corpetto “Katyuscia!” protesto vivacemente.
“Balle! Serve a tutte prima o poi. Prendilo di una taglia in meno così ti strizza bene bene!
Io guardo la sua aria da furbetta “Scusa un attimo. Ma non eravamo venute qui per te?”
 “Sì, certo, dovevo prendere questo…” aggiunge prendendo un capo a caso dallo scaffale.
“Emma, che te ne fai di un paio di boxer  da uomo, con un uovo fritto disegnato???”
  
Non vi svelo che cosa se ne fa Emma di un paio di mutande con un uovo fritto tridimensionale ma vi confesso che fare incetta di biancheria con le amiche, è divertente, rimette in circolo le endorfine del benessere e fa pure girare l’economia.
Quindi in caso di malumore non esitate, chiudete la dispensa, prendete a braccetto un’amica, indossate un sorriso e poi tuffatevi alla ricerca del vostro “Bustino Katyuscia”.
Se poi arrivate a casa  e in fretta e furia  lo nascondete  in fondo all'ultimo cassetto (perché tanto sapete che forse non oserete indossarlo mai..) non vi crucciate, potete sempre riciclarlo come tappetino per doccia…

martedì 26 novembre 2013

A proposito di Viola...una sorpresa!


Gessica , la mia preziosa amica e "insegnante letteraria", ha voluto fare una sorpresa a me e Viola e ha parlato di lei sul sito meloleggo.it.
La condivido con voi sperando che vi metta di buon umore...con questo gelo scandinavo abbiamo più bisogno che mai di sorridere un po' :)


http://www.meloleggo.it/recensione-viola-vertigini-e-vaniglia-di-monica-coppola_680/



Mi consigli un libro che metta il buon umore? Ho un’amica in crisi e vorrei aiutarla a tirarsi su…” 
Forse è un periodo in cui le amiche sono in crisi, ultimamente mi sento fare spesso questa domanda. E in effetti sì, ho un consiglio di lettura che va in questa direzione.
Il libro si intitola Viola, Vertigini e Vaniglia, ed è il romanzo di esordio di Monica Coppola.
La protagonista è Viola, una ragazza sulla trentina che abita nella provincia piemontese.
La sua vita è in fermento: una casa nuova tutta per sé, il ritorno della migliore amica da New York e l’incontro con Tancredi, editor misterioso che vuole coinvolgerla in un progetto pilota.
Fino a questo momento la vita di Viola non è stata un vero successo: un lavoro al call center, l’impertinenza di una raffinatissima cugina archistar, una serie di zie petulanti e una madre perfezionista e intransigente.
Ma ora Viola è decisa a farcela. Decide di lasciarsi alle spalle la frangetta spettinata, le all star fuxia e una serie di aperitivi sul piumone a base di patatine. Trasforma abitudini e look per dimostrare a tutti “di che pasta è fatta”: extension, dieta, vestiti eleganti, serietà, appuntamenti al buio e biancheria sexy.
Solo che le cose non vanno esattamente come previsto e proprio mentre Viola sta per sprofondare nel “pessimismo cosmico” ecco che tutti intorno a lei iniziano a comportarsi in modo strano. 
E se poi ci si mette anche l’allergia alla vaniglia, qualche cocktail e bugia di troppo, ecco che le cose si complicano ulteriormente.
Ma una pausa in montagna tra le braccia della zia Dalia, di Alex (un ragazzo conosciuto in mezzo alla neve) e una quantità di torte e cioccolate calde, ecco che Viola ritrova energia, se stessa, e capisce come  mettere ordine nella sua vita.
Insomma, questo romanzo fa venire il buon umore. Viola è capace di mangiare funghetti al cioccolato a un colloquio di lavoro, raccontare storie su un tacchino, sottrarre ciambelle a una vecchietta, portare felpe di Snoopy come stivaletti tacco 12.
E poi c’è la sua amica Emma che per soffocare una delusione amorosa si dedica alla movida. Insieme vanno ai concerti di Ligabue e mangiano bomboloni caldi a colazione. Ce la mettono tutta per essere felici.
È un libro per tirarsi su il morale.
Gessica Franco Carlevero

venerdì 15 novembre 2013

Un po’ Viola, un po’ Candy…crash!


Come vi anticipavo, esiste anche un bipede che scorazza, impunito e imperterrito, negli striminziti sessantacinque metri quadri in cui coabitiamo io, X e Y.
Si tratta di colui al quale, probabilmente dopo un massiccio abuso di sostanze in grado di inibire la sanità mentale, agghindata come una meringa ho promesso amore, fedeltà e altri bla, bla, bla.
Mio marito Pì.
Ora, non fraintendetemi, io non ho proprio nulla contro i matrimoni.
Anzi.
Mi piacciono moltissimo le cerimonie nuziali.
Puntualmente inzuppo i kleenex di commoventi lacrime, impazzisco per i confetti mandorlati e vado in visibilio non appena avverto le prime note dell' Ave Maria di Schubert.
Anche la mia non è stata affatto male. Esclusa la parte in cui abbiamo rischiato una faida tra fazioni diverse del parentado, per impercettibili divergenze di opinione ecco…
Ma poi è arrivato, tutto fiammeggiante, il cosciotto di capriolo ed è finita a tarallucci e vino.
Rispetto alle divergenze di opinione tra me e Pì, purtroppo, non c’è stinco flambè che tenga.
Siamo diversi, come il cioccolato e il ketchup.
Io sguazzo nei libri, imbratto pagine di inchiostro (solo virtuale perché le cartucce della stampante sono perennemente secche), ho la fobia dei volatili, riesco a far morire anche le piante di basilico e detesto tutta la stirpe dei giochi elettronici: da pac-man in avanti, nessuno escluso.
Pì invece teme i libri come un  attacco di colite che ti sorprende sotto al solleone, la penna la usa solo per compilare le schedine SNAI, possiede un indiscusso pollice verde e alleva rumorosi pennuti, rari e pregiati.
Che altro? A sì, giusto per non farsi mancare niente, ha un debole per Candy Crash e affini.
Ora nonostante, io cerchi di frenare quell’istinto feroce che sopraggiunge in ogni donna s-felicemente accoppiata , devo dire che la continua richiesta di aiuti su facebook per liberare cuccioli o superare livelli, mi faceva sonoramente incazzare.
Così sono giunta ad una drastica decisione: gli ho nascosto il PC:
Ed è allora, e solo allora, che il Povero Pì ha deciso di superare un tale lancinante dolore buttandosi a capofitto nella lettura di un romanzo.
Il mio
Si è trincerato, capitolo dopo capitolo, dietro un ostinato e indispettito mutismo intervallato solo da profonde e onomatopeiche ronfate.
Ma a metà romanzo non ha retto più e i suoi dubbi esistenziali hanno preso il sopravvento.
“Ma Viola ti somiglia però…” mi ha domandato a bruciapelo una sera mentre io lottavo con l’intestino crasso di un gamberetto.
“Solo in parte…E poi mica ho la frangetta”
“Però anche lei scrive, come te…”
“Bè mi sono liberamente ispirata…” ho aggiunto afferrando un paio di tagliatelle fuggiasche.
"Ah...bè... ma i tipi che incontra?" mi ha chiesto osservando dubbioso il galleggiamento della pasta all'uovo.


"Liberamente ispirati anche loro... Dai che è pronto su…” ho tagliato corto io.


Poco convinto si è seduto a tavola "Strano…perché un paio mi sembra di conoscerli..." ha borbottato masticando svogliatamente.


“A sì? E allora cosa aspetti a presentarmeli?”
E’ seguita una lunga pausa di silenzio e riflessione interrotta solo dallo scrat scrat del parmigiano sulla grattugia.


"Se ti restituisco il pc prometti di usare Candy Crash consapevolmente e di non abusarne?" 


"Sì" ha aggiunto prontamente illuminandosi d'immenso.



E così’vissero tutti felici, invasi dai social alert sblocca livelli, e contenti…

martedì 12 novembre 2013

Scrittrice esordiente in "formato famiglia".






L'essere scrittrice esordiente può avere, indubbiamente, anche grandi vantaggi.
Di solito, infatti, chi si diletta in arti scribacchine, possiede una creatività in pacchetti formato famiglia.
Famiglia che, nel mio caso, include due deliziose bipedi femmine rispettivamente di 6 e 13 anni, che per comodità chiamerò X  e Y.
Ah, naturalmente, c'è anche un bipede maschile con il quale spartisco il mio ruolo genitoriale ma di lui vi parlerò in un altro post...
Come dicevo, il possesso di una dose maxi di fantasia torna molto utile con la prole ad esempio per :

1) Caso A


Inventare favole ricche di colpi di scena e pathos che, sicuramente, saranno apprezzate con gratitudine dai vostri sonnacchiosi infanti.

Volete mettere la fortuna di avere una fiaba inedita ogni?

"Mamma mi racconti Cenerentola per darmi la buonanotte?" mi chiede  la mia  piccola X, sfogliando il suo libro preferito,con le pagine ormai consumate.

"Ma di nuovo X? " sbuffo annoiata io "Che ne dici se invece ti racconto la storia della vecchietta Asdrubala che aveva un grande callo in grado di compiere sortilegi e magie in ogni regno?"
"Non la voglio! "protesta decisa  " Io volevo Cenerentola..."
"Ma quella la conoscono tutte le bambine. Invece la vecchietta Asdrubala l'ho inventata io...mica la sa nessuno sai?"
" Non importa! Le vecchiette mi fanno paura!"
"Ma Asdrubala è una vecchietta simpatica, tesoro..."
"Mamma, sono piccola ma... dimmi la verità" aggiunge guardandomi con sospetto "Tu saresti simpatica se fossi vecchia, con i calli, e un nome così brutto?"
"Vabbè, capito. Dai qua 'sto libro dai..."

2) Caso B


Produrre giustificazioni  assortite, almeno parzialmente dimostrabili, da cui le vostre creature Y, collocabili nel pieno epicentro dell'educazione scolastica, potranno attingere a piene mani.


"!Che scrivo per domani?" mi chiede mia figlia maggiore Y raggiungendomi con il diario ben aperto alla sezione "giustificazioni per assenze" "Va bene FEBBRE?"

"Febbre? No, dai...Assente per febbre sintatticamente non mi convince.  Sembriamo una famiglia di analfabeti...Ma scusa, non avevi  la tosse?"
 "Bho, febbre, tosse è lo stesso..." glissa abilmente  scartando una barretta di cioccolata "Allora Mà scrivo TOSSE?"
"No, no...tosse no...ancora peggio " scuoto la testa decisa " Ci facciamo la figura dei tisici e pure sgrammaticati..."
Y mi guarda perplessa "E allora che ci inventiamo Mà?"
"Mmm...vediamo, fammi un po' pensare...Quante righe abbiamo a disposizione?"
"Mà, non devi scrivere un poema!"sbotta con disappunto "E poi muoviti che tra due minuti arriva la mia amica Z e vado  da lei a provare le coreografie di Just dance."
" Coreografie? Ma Y, se balli sudi e poi finisce che ti ammali di nuovo!"
"Meglio Mà..almeno la prossima volta scrivo "assente causa Just Dance" così facciamo la figura della famiglia attiva, moderna e dinamica!"
Il citofono suona, Y mi smolla l'arduo compito e si smaterializza alla velocità di un neutrino.
Io e il libretto delle assenze restiamo soli, nel silenzio improvviso.
La sua riga vuota mi fissa negli occhi in attesa di compilazione...
Passano quindici minuti e dopo aver ipotizzato una decina di alternative (tutte scartate per debole plausibilità), e aver masticato il cappuccio della biro come un saporito chewingum, ho un'illuminazione.
E, tutta soddisfatta, scrivo in stampatello maiuscolo un bel "Assente per:  Motivi di famiglia".
In fondo, con tutta 'sta bagarre sulla privacy, che bisogno c'è di spifferare i fatti propri?



domenica 10 novembre 2013

Perché anche il cappero di Pantelleria è più fortunato di me?



Ebbene sì, quello che sto per dire potrebbe danneggiare seriamente l’autostima  di tutti coloro che, come me, appartengono alla bistrattata specie degli “scrittori esordienti”.
Sappiate che, purtroppo, nella classificazione degli organismi viventi veniamo dopo gli echinodermi  e i protiferi.
Infatti la spugna Spongebob e la sua banda marina ci passano davanti di gran lunga, per numero di presenze in tv e in libreria.
Spiacenti di informarvi che, se ci spostiamo dal mondo marino a quello vegetale, le cose non vanno affatto meglio…
Siamo dietro anche al cappero di Pantelleria e all’asparago bianco di Bassano.
Loro, infatti, hanno una bella certificazione IGP e DOP e che li protegge.
Mentre le  nostre opere prime non hanno un bel fico secco…
Eppure anche noi siamo una specie seriamente in pericolo.
Esattamente come il grifone del Bengala, le balenottere azzurre e i popolarissimi tapiri della Gualdrappa
Attorno a noi si aggirano loschi figuri che ci avvistano, come succulenti fagiani da spennare, non appena partiamo alla ricerca di un editore che pubblichi esordienti.
Tempo zero e arriva l'invasione ipergalattica di annunci che offrono gloria e successo a portata di click.
In fondo siamo fortunati...
La natura ci ha posizionato nello sfigatissimo e ultimo anello della catena organica ma viviamo in un mondo generoso e tutti  vogliono aiutarci.
Così piovono eccezionali offerte di distribuzione che porteranno le nostre opere prime in bella mostra dalle librerie del Comune di Papasidero  fino alle ridenti frazioni del Monasterolo.
Pullulano proposte che ci permetteranno di tradurre i nostri manoscritti dallo swahili al calabro lucano.
Proliferano come spore nei boschi, i pacchetti dei servizi che ti offrono gadget  promozionali a go-go.
Andiamo, siate sinceri, chi di noi scrittori esordienti non ha sempre desiderato uno scendiletto in poliestere con l' incipit ricamato a mezzopunto?
Insomma ce n’è per tutti i gusti.
Dovremmo avere degli incentivi gratuiti dalle principali istituzioni perché noi, scrittori esordienti, creiamo posti di lavoro.
Sissignori.
Più degli imprenditori.
Tutti hanno qualcosa da offrirci: vogliono leggerci, correggerci, promuoverci.
Con un piccolo, trascurabile, investimento a copertura  delle spese, s’intende…
E allora piuttosto che trasformarsi in pennuti da rosticceria nelle mani di chi cerca di venderci servizi assurdi e inutili, solleticando la nostra povera ambizione , molto meglio continuare a scrivere  e a sperare qualche editore serio si accorga di noi…
Nell’attesa  magari possiamo mantecare un bel risotto agli asparagi bianchi e destinare quel budget al WWF per la protezione delle specie in pericolo.
Per solidarietà di genere ecco...
Non diventeremo famosi lo stesso ma almeno avremo salvato un paio di Pinguini dello Snares.
Può essere che Madre Natura ce ne sia grata e, la prossima volta, ci faccia rinascere con le fortunate sembianze del cappero di Pantelleria.
E allora tutto sarà decisamente più facile…

domenica 3 novembre 2013

Tesoro, mi si è allargato il romanzo!!!

Un'altra buccia di banana informatica su cui sono scivolata, non appena terminato il romanzo, è stata sbagliare completamente il formato del file.
Viola e tutti i suoi personaggi avevano preso vita sul mio schermo in un classico formato word  A4 e quindi, a parte scegliere un font che permettesse la lettura e schiaffare un paio di interruzioni di pagina qua e là, non avevo fatto altro.
Quando però è arrivato il momento di partecipare al mio primo concorso, mi sono accorta che era troppo tardi per poter fare modifiche ed ho caricato il romanzo nel formato maxi in cui era, sperando in qualche miracolo.
Magari pensavo che la Fatina Buona degli Scrittori Esordienti, situata in un luogo non precisato al di là del mio schermo, non appena ricevuto il mio romanzo, avrebbe trasformato impaginazione, formato e refusi con un semplice tocco di bacchetta.
In fondo la mia Viola era un po' la Cenerentola del concorso, arrivava ad un passo dalla scadenza, con le All star slacciate e con un sacco di intoppi...
Ma l'orologio del concorso batteva già gli ultimi rintocchi e così la mia storia è andata on line così com'era, disastri inclusi.
Il mio libro era uno dei pochi che compariva non in formato tascabile o romanzo ma...in A4!
Ma ormai, a parte piangere per le mie incompetenze tecniche, non potevo fare altro.
"Ma no...forse non capisco bene i numeri..." mi dicevo, per consolarmi un po' in attesa di vedere con i miei occhi la prima copia cartacea.
Perchè oltre a non essere un aquila in informatica, diciamo che non sono nemmeno una lepre in matematica.
Comunque passano i giorni ed ecco che, finalmente il postino suona alla porta e mi consegna un pacco.
Un grande pacco.
"Mamma è il tuo libro? É arrivato?" domanda curiosa come tutte le seienni, mia figlia minore.
Io mi rigiro il corposo involucro tra le mani un po' indecisa.
Anche perchè dalle dimensioni sembra tutto tranne un libro...
"Em..sì..."
"E non lo apri mamma?"
Con timore apro la busta ed estraggo la prima copia della mia prima opera prima...
E così scopro che il mio sospetto è diventato realtà:  il mio romanzo ha le dimensioni di un bel quadernone!
Mi sa che la Fatina Buona degli Scrittori Esordienti stava sorseggiando un tè con qualche altro scribacchino...
Per tentare di salvare il salvabile, piazzo mia figlia davanti ad un salvifico schermo su cui si alternano grugniti e vicissitudini di porcelli rosa e quatta quatta, mi avvio verso la camera da letto per cercare di imboscare la copia da qualche parte. In attesa di un'illuminazione che rimedi il tutto.
Sono a carponi che tento di sommergere Viola sotto una pila di altri romanzi quando una manina irrequieta mi scalpita sulla spalla
"Mamma? Cosa fai?"
"Em...niente. Volevo mettere a posto la libreria..." mento io.
"Ma quella cosa che spunta cos'è? Il tuo romanzo?"
"...em...sì..."
"E non me lo fai vedere?"
"...certo..." e così, rassegnata le cedo la copia.
Lei arrampica  le sue dita minuscole sul  grande quadernone e poi indirizza uno sguardo perplesso agli altri libri sullo scaffale.
"Ma...mamma come mai il tuo libro è così grande???"
Ecco ci siamo. Spietata sincerità infantile che colpisce quando meno te lo aspetti.
"Perchè sono un impiastro ed ho cannato il formato" vorrei confessarle.
Ma poi la mia attenzione viene calamitata dal dorso color porpora di un libro di favole ed ecco che mi viene un'idea...
"Per farsi leggere meeeegliiiioooooo...." le rispondo mimando il lupo di cappuccetto rosso.
Lei sorride e poi mi abbraccia forte.
Perchè in fondo i bambini alla favole ci credono ancora...



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L'editing è curato da Stefania Crepaldi che trovate al sito
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